Dichiarazione di Praga

Rilasciata dai Capi di Stato e di Governo della NATO al vertice di Praga, Repubblica Ceca, 21 novembre 2002.

 

1.  Noi, Capi di Stato e di Governo dei paesi membri dell’Alleanza del Nord Atlantico, ci siamo riuniti oggi per allargare la nostra Alleanza e rafforzare ulteriormente la NATO per affrontare le nuove gravi minacce e le profonde sfide alla sicurezza del XXI secolo. Legati dalla nostra comune visione espressa nel Trattato di Washington, noi ci impegniamo a trasformare la NATO con nuovi membri, nuove capacità e nuove relazioni con i nostri partner. Noi siamo risoluti nel nostro impegno riguardo al legame transatlantico; ai compiti fondamentali di sicurezza della NATO, inclusa la difesa collettiva; ai nostri condivisi valori democratici; ed alla Carta delle Nazioni Unite.

2. Oggi, noi abbiamo deciso d’invitare la Bulgaria, l’Estonia, la Lettonia, la Lituania, la Romania, la Slovacchia e la Slovenia, ad iniziare i colloqui d’adesione al fine di entrare a far parte della nostra Alleanza. Noi ci congratuliamo con loro in questa occasione storica, che in maniera così appropriata ha luogo a Praga. L’adesione di questi nuovi membri rafforzerà la sicurezza per tutti nell’area euro-atlantica ed aiuterà a raggiungere il nostro comune obiettivo di un’Europa intera e libera, unita nella pace e da comuni valori. La porta della NATO rimarrà aperta alle democrazie europee desiderose ed in grado di assumersi le responsabilità e gli obblighi legate alla condizione di membro, conformemente all’art. 10 del Trattato di Washington.

3. Richiamando i tragici eventi dell’11 settembre 2001 e la nostra successiva decisione d’invocare l’art 5 del Trattato di Washington, noi abbiamo approvato un insieme completo di misure, basato sul Concetto Strategico della NATO, per rafforzare la nostra capacità di affrontare le sfide alla sicurezza delle nostre forze, popolazioni e territori, da qualunque parte esse possano provenire. La decisione odierna fornirà in seno all’Alleanza capacità equilibrate ed efficaci affinché la NATO possa meglio svolgere l’intera gamma delle proprie missioni e rispondere collettivamente a quelle sfide, compresa la minaccia posta dal terrorismo e dalla proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei loro vettori.

4.  Noi sottoliniamo che i nostri sforzi per trasformare ed adattare la NATO non devono essere percepiti come una minaccia nei confronti di nessun paese od organizzazione, ma piuttosto come una dimostrazione della nostra determinazione di proteggere le nostre popolazioni, territori e forze da qualsiasi attacco armato, incluso l’attacco terroristico diretto dall’estero. Noi siamo determinati a dissuadere, disgregare ogni attacco rivolto contro di noi, e difenderci e proteggerci contro di essi, conformemente al Trattato di Washington ed alla Carta delle Nazioni Unite. Al fine di poter svolgere l’intera gamma delle proprie missioni, la NATO deve essere in grado di mettere in campo delle forze che possano muoversi rapidamente ovunque esse siano richieste, sulla base di una decisione del Consiglio del Nord Atlantico, in grado di sostenere delle operazioni a lunga distanza e nel tempo, comprese quelle in un ambiente dove potrebbero essere affrontate con minacce nucleari, biologiche e chimiche, e raggiungere i propri obiettivi. Forze militari efficaci, elemento chiave della nostra strategia politica globale, sono vitali per salvaguardare la libertà e la sicurezza delle nostre popolazioni e per contribuire alla pace ed alla sicurezza nella regione euro-atlantica. Noi abbiamo pertanto deciso di:

a.  Creare una Forza di Reazione della NATO (NRF) tecnologicamente avanzata, flessibile, dispiegabile, interoperabile e sostenibile nel tempo, comprendente elementi di terra, mare ed aria pronti a muoversi rapidamente ovunque sia necessario, secondo quanto deciso dal Consiglio. La NRF servirà inoltre da catalizzatore per focalizzare e promuovere il miglioramento delle capacità militari dell’Alleanza. Noi abbiamo dato istruzioni affinché sia sviluppato un concetto globale di tale forza, che avrà la sua capacità operativa iniziale il prima possibile, ma non più tardi dell’ottobre 2004 e la sua piena capacità operativa non più tardi dell’ottobre 2006, e perché un rapporto sia sottoposto ai Ministri della Difesa nella primavera del 2003. La NRF ed il relativo lavoro dell’Headline Goal dell’UE dovrebbero rafforzarsi vicendevolmente nel rispetto dell’autonomia di entrambe le organizzazioni.

b.  Razionalizzare i sistemi militari di comando della NATO. Noi abbiamo approvato il rapporto dei Ministri della Difesa che fornisce lo schema di una struttura di comando più snella, più efficiente, efficace e dispiegabile, nell’ottica di rispondere ai requisiti operativi relativi all’intera gamma delle missioni dell’Alleanza. Si basa sul documento sui Requisiti Militari Minimi concordati per il sistema di comando dell’Alleanza. La struttura consoliderà il legame transatlantico, comporterà una riduzione sensibile dei quartieri generali e dei Centri di Operazioni Aeree Multinazionali e favorirà la trasformazione delle nostre capacità militari. Vi saranno due comandi strategici, uno operativo ed uno funzionale. Il comando strategico per le Operazioni, basato in Europa (Belgio), sarà supportato da due Comandi Interforze in grado di generare un quartier generale per Gruppi operativi Interforze Multinazionali (CJTF) terrestre ed un robusto ma più limitato quartier generale interforze permanente dal quale poter trarre una capacità di quartier generale di CJTF marittima.Vi saranno inoltre componenti terrestri, marittime ed aeree. Il comando strategico per la Trasformazione, basato negli Stati Uniti e con una presenza in Europa, avrà la responsabilità di perseguire la trasformazione delle capacità militari e promuovere l’interoperabilità delle forze dell’Alleanza, in cooperazione con il Comando Alleato Operazioni secondo convenienza. Noi abbiamo dato istruzioni al Consiglio ed al Comitato di Pianificazione della Difesa di definire, tenendo conto del lavoro delle Autorità Militari NATO e dei criteri militari oggettivi, i dettagli della struttura, compreso i luoghi geografici d’insediamento dei quartieri generali della struttura di comando e degli altri elementi, in modo che una decisione finale possa essere adottata dai Ministri Difesa nel giugno 2003.

c.  Approvare l’Impegno sulle Capacità di Praga (PCC) nel quadro del proseguimento dello sforzo dell’Alleanza volto a migliorare e sviluppare nuove capacità militari per la guerra moderna in un ambiente caratterizzato da un alto livello di minaccia. I diversi paesi alleati hanno preso degli impegni politici fermi e specifici per migliorare le proprie capacità nei seguenti campi: difesa contro le armi chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari; intelligence, sorveglianza ed acquisizione degli obiettivi; sorveglianza aria-suolo; comando, controllo e comunicazioni; efficacia al combattimento, compreso il munizionamento a guida di precisione e la neutralizzazione delle difese aeree nemiche; trasporto strategico aereo e marittimo; rifornimento in volo; ed unità dispiegabili per il supporto tattico ed il sostegno delle forze al combattimento. I nostri sforzi per migliorare le capacità attraverso il PCC e quelli dell’Unione Europea volte a migliorare le capacità europee attraverso il Piano d’Azione Europeo sulle Capacità dovrebbero rafforzarsi vicendevolmente, nel rispetto dell’autonomia di entrambe le organizzazioni ed in uno spirito d’apertura.

Noi svilupperemo il prima possibile tutti gli aspetti dell’Impegno sulle Capacità di Praga. Noi adotteremo le misure necessarie per migliorare le capacità nelle aree ove continuano ad essere identificate delle insufficienze di capacità. Tali misure potrebbero comprendere degli sforzi multinazionali, una specializzazione di ruoli ed una riprioritarizzazione, notando che in molti casi saranno richieste risorse finanziarie aggiuntive, soggette a seconda dei casi ad approvazione parlamentare. Noi siamo impegnati nel ricercare energicamente dei miglioramenti di capacità. Noi abbiamo incaricato il Consiglio in sessione permanente di riferire ai Ministri Difesa sull’attuazione.

d.  Approvare il concetto militare convenuto di difesa contro il terrorismo. Il concetto è parte di un insieme di misure destinate a rafforzare le capacità della NATO in quest’area, che inoltre comprendono un miglioramento nello scambio dei dati d’intelligence e disposizioni di risposta alle crisi.

Il terrorismo, che noi rigettiamo categoricamente e condanniamo in tutte le sue forme e manifestazioni, pone una grave e crescente minaccia alle popolazioni, forze e territori, dell’Alleanza, così come alla sicurezza internazionale. Noi siamo determinati a combattere questo flagello per tutto il tempo che sarà necessario. Per combattere efficacemente il terrorismo, la nostra risposta dovrà essere multiforme e globale.

Noi siamo impegnati a dare piena attuazione, in cooperazione con i nostri partner, al Piano d’Azione in materia di Pianificazione Civile d’Emergenza (CEP) per il miglioramento della preparazione del settore civile contro possibili attacchi contro le popolazioni civili condotti con agenti chimici, biologici o radiologici (CBR). Noi rafforzeremo le nostre capacità di fornire supporto, su richiesta, per aiutare le autorità nazionali a far fronte alle conseguenze di attacchi terroristici, compresi gli attacchi  con agenti CBRN diretti contro le infrastrutture essenziali, come previsto nel Piano d’Azione CEP.

e.  Sottoscrivere l’attuazione di cinque iniziative di difesa contro le armi nucleari, biologiche e chimiche (NBC), che rafforzeranno le capacità di difesa dell’Alleanza contro le armi di distruzione di massa: un prototipo di laboratorio d’analisi NBC dispiegabile; un prototipo di team di reazione agli incidenti NBC; un centro di eccellenza virtuale per la difesa contro le armi NBC; uno stock NATO di mezzi di difesa biologica e chimica; ed un sistema di sorveglianza epidemiologica. Noi riaffermiamo il nostro impegno volto ad aumentare e migliorare rapidamente le nostre capacità di difesa NBC.

f.  Rafforzare le nostre capacità di difesa contro i ciber-attacchi.

g.  Esaminare le opzioni per far fronte in maniera efficace ed efficiente alla crescente minaccia che i missili rappresentano per il territorio, le forze ed i centri delle popolazioni dell’Alleanza, facendo ricorso ad una combinazione appropriata di sforzi politici e di difesa, insieme con la deterrenza. Oggi abbiamo dato inizio ad un nuovo studio di fattibilità sulla Difesa antiMissile della NATO volto ad esaminare le opzioni per proteggere il territorio, le forze ed i centri di popolazione dell’Alleanza, contro l’intero spettro delle minacce missilistiche, studio che continueremo a valutare. I nostri sforzi al riguardo saranno compatibili con l’indivisibilità della sicurezza degli Alleati. Noi sosteniamo il rafforzamento del ruolo del Centro WMD all’interno del Segretariato internazionale per assistere il lavoro dell’Alleanza nell’affrontare questa minaccia.

Noi riaffermiamo che il disarmo, il controllo degli armamenti e la non-proliferazione, contribuiscono in maniera essenziale a prevenire la diffusione e l’uso delle WMD e dei loro vettori. Noi sottolineiamo l’importanza di rispettare e rafforzare i regimi esistenti multilaterali di non‑proliferazione e di controllo delle esportazioni e gli accordi internazionali di controllo degli armamenti e sul disarmo.

5.  L’ammettere come nuovi membri la Bulgaria, l’Estonia, la Lettonia, la Lituania, la Romania, la Slovacchia e la Slovenia, migliorerà la capacità della NATO di affrontare le sfide di oggi e di domani. Questi paesi hanno dimostrato il loro attaccamento ai principi ed ai valori di base enunciati nel Trattato di Washington, la loro capacità di contribuire all’intera gamma delle missioni dell’Alleanza, compresa la difesa collettiva, ed un fermo impegno di contribuire alla stabilità e sicurezza, particolarmente nelle regioni di crisi e di conflitti. Noi daremo inizio immediatamente ai colloqui d’adesione con lo scopo di siglare i Protocolli d’Adesione per la fine di marzo 2003 e di completare il processo di ratifica in tempo affinché questi paesi possano entrare a far parte dell’Alleanza al più tardi al nostro Vertice del maggio 2004. Durante il periodo che condurrà all’adesione, l’Alleanza coinvolgerà i paesi invitati il più possibile nelle proprie attività. Noi c’impegniamo a continuare ad offrire supporto ed assistenza, anche attraverso il Piano d’Azione per l’Adesione (MAP). Noi attendiamo con interesse di ricevere dai paesi invitati i loro calendari di riforme, sulla base dei quali si aspettano ulteriori progressi prima e dopo l’adesione, al fine di accrescere il loro contributo all’Alleanza.

6. Noi lodiamo l’Albania per il suo significativo progresso sulla via delle riforme, il suo ruolo costruttivo nel promuovere la stabilità regionale, ed il forte supporto all’Alleanza. Noi lodiamo la Repubblica ex Iugoslava di Macedonia (*) per il significativo progresso raggiunto nel suo processo di riforma e per il suo forte sostegno alle operazioni dell’Alleanza, così come per le importanti misure che ha adottato per superare le sfide interne e fare avanzare la democrazia, la stabilità e la riconciliazione etnica. Noi continueremo ad aiutare entrambi i paesi, anche attraverso il MAP, per raggiungere stabilità, sicurezza e prosperità, in maniera che tali paesi possano essere in grado di affrontare i doveri legati alla condizione di membro. In tale contesto, noi abbiamo inoltre deciso di migliorare la nostra capacità di contribuire al perseguimento delle riforme in Albania, e di continuare ad assistere le riforme nel settore della difesa e della sicurezza nella Repubblica ex Iugoslava di Macedonia grazie alla presenza NATO stabilita in questo paese.  Noi incoraggiamo entrambi i paesi a raddoppiare i loro sforzi di riforma. Le loro domande d’adesione rimangono all’esame in vista di un’ammissione futura.

La domanda della Croazia, che ha compiuto dei progressi incoraggianti sulla via delle riforme, sarà anch’essa all’esame in vista di una futura adesione. I progressi a tal riguardo dipenderanno dagli ulteriori sforzi di riforma della Croazia e dal suo rispetto di tutti i suoi obblighi internazionali, compresi quelli relativi al Tribunale Penale Internazionale per l’ex Iugoslavia (ICTY).

Il Piano d’Azione per l’Adesione rimarrà lo strumento per tenere sotto esame i progressi dei paesi candidati. I paesi invitati oggi non saranno gli ultimi.

7.  Il Consiglio di Partenariato Euro-Atlantico (EAPC) ed il Partenariato per la Pace (PfP) hanno accresciuto grandemente la sicurezza e la stabilità nell’area euro-atlantica. Noi abbiamo deciso oggi di rafforzare la nostra cooperazione con i paesi EAPC/PfP. Il nostro dialogo politico sarà intensificato, e gli Alleati, di concerto con i Partner, aumenteranno il coinvolgimento dei Partner, nella misura più ampia possibile ed appropriata, nella pianificazione, condotta e supervisione di quelle attività e progetti nei quali essi partecipano ed ai quali essi contribuiscono. Noi abbiamo introdotto nuovi meccanismi pratici, quali i Piani d’Azione Individuali di Partenariato, che assicureranno un approccio globale, adattato e differenziato al Partenariato, e che permetteranno di sostenere gli sforzi di riforma dei Partner. Noi incoraggiamo i Partner, compresi i paesi di regioni strategicamente importanti del Caucaso e dell’Asia centrale, di sfruttare questi meccanismi. Noi salutiamo con favore la risolutezza dei Partner di compiere tutti gli sforzi per combattere il terrorismo, anche nel quadro del Piano d’Azione del Partenariato contro il Terrorismo. Noi continueremo inoltre a rafforzare ulteriormente l’interoperabilità e le attività in materia di difesa, che rappresentano il cuore del nostro partenariato. La partecipazione nella PfP e nell’EAPC potrebbe essere estesa nel futuro alla Repubblica Federale di Iugoslavia ed alla Bosnia ed Herzegovina, una volta che i progressi necessari siano stati realizzati, compresa la piena cooperazione con il ICTY.

8.  Noi salutiamo con favore i significativi risultati del Consiglio NATO-Russia registrati dopo lo storico Vertice NATO-Russia di Roma. Noi abbiamo approfondito le nostre relazioni a beneficio di tutti i popoli dell’area euro-atlantica. Gli stati membri della NATO e la Russia stanno lavorando insieme nel Consiglio NATO-Russia come partner eguali, compiendo progressi in campi come il mantenimento della pace, le riforme della difesa, la proliferazione delle WMD, la ricerca ed il salvataggio, i piani civili d’emergenza, la difesa dai missili di teatro e la lotta contro il terrorismo, verso il nostro obiettivo comune di un’Europa stabile, pacifica e senza divisioni. Conformemente all’Atto Fondatore ed alla Dichiarazione di Roma, noi siamo determinati ad intensificare ed allargare la nostra cooperazione con la Russia.

9. Noi rimaniamo impegnati con delle forti relazioni NATO-Ucraina secondo la Carta sul Partenariato Specifico. Noi prendiamo nota della determinazione dell’Ucraina di perseguire una piena integrazione euro-atlantica, ed incoraggiamo l’Ucraina ad attuare tutte le riforme necessarie, compresa quella che riguarda l’applicazione dei controlli sulle esportazioni, per conseguire quest’obiettivo. Il nuovo Piano d’Azione che noi stiamo adottando con l’Ucraina è un importante paso avanti; esso identifica i settori di riforme politiche, economiche, militari ed altre, ove l’Ucraina è impegnata a compiere ulteriori progressi e dove la NATO continuerà a fornire assistenza. Il mantenimento del progresso nell’approfondimento e nel rafforzamento delle nostre relazioni richiede un inequivocabile impegno dell’Ucraina ai valori della comunità euro-atlantica.

10. Noi riaffermiamo che la sicurezza in Europa è strettamente legata alla sicurezza ed alla stabilità nel Mediterraneo. Noi abbiamo pertanto deciso di rafforzare in maniera sostanziale la dimensione politica e pratica del nostro Dialogo Mediterraneo, come una parte integrante dell’approccio cooperativo dell’Alleanza alla sicurezza. A questo riguardo, noi incoraggiamo l’intensificazione di una cooperazione pratica ed un’efficace interazione sulle questioni di sicurezza di comune preoccupazione, comprese quelle collegate al terrorismo, se del caso, per le quali la NATO può fornire un valore aggiunto. Noi reiteriamo che il Dialogo Mediterraneo ed altri sforzi internazionali, compreso il processo di Barcellona dell’UE, sono complementari e si rafforzano vicendevolmente.

11. La NATO e l’UE hanno comuni interessi strategici. Noi rimaniamo fermamente impegnati alle decisioni adottate al Vertice di Washington e nelle successive riunioni ministeriali, volte a rafforzare la cooperazione NATO-UE. Il successo della nostra cooperazione è apparsa evidente nei nostri sforzi concertati nei Balcani per ristabilire la pace e creare le condizioni per delle società prospere e democratiche. Gli avvenimenti dell’11 settembre 2001 e quelli che sono succeduti, hanno sottolineato ulteriormente l’importanza di una maggiore trasparenza e cooperazione tra le nostre due organizzazioni su questioni di comune interesse relative alla sicurezza, alla difesa ed alla gestione delle crisi, affinché queste crisi possano essere affrontate con la risposta militare più adeguata ed essere gestite con efficacia. Noi rimaniamo determinati a compiere i progressi necessari su tutti i diversi aspetti delle nostre relazioni, prendendo nota dell’esigenza di trovare soluzioni soddisfacenti per tutti gli Alleati sulla questione relativa alla partecipazione di Alleati Europei non-UE, al fine di conseguire un genuino partenariato strategico.

12.  Per promuovere ulteriormente la pace e la stabilità nell’area euro-atlantica, la NATO continuerà a sviluppare la sua proficua e stretta cooperazione con l’OSCE, particolarmente nei settori complementari della prevenzione dei conflitti, della gestione delle crisi e riabilitazione post-conflitto.

13.  L’Alleanza ha rivestito un ruolo vitale nel ristabilire un ambiente sicuro nell’Europa sud-orientale. Noi riaffermiamo il nostro sostegno all’integrità territoriale ed alla sovranità di tutti i paesi di questa regione d’importanza strategica. Noi continueremo a lavorare con i nostri partner nella SFOR e KFOR, con le Nazioni Unite, l’Unione Europea, l’OSCE e le altre organizzazioni internazionali, per aiutare a costruire un’Europa sud-orientale pacifica, stabile e democratica, dove tutti i paesi assumano la titolarità del processo di riforma, e siano integrati nelle strutture euro-atlantiche. Noi rimaniamo determinati nel vedere che questo obiettivo diventi realtà. Noi ci attendiamo che i paesi della regione: continuino a costruire delle democrazie multi-etniche durevoli, sradichino il crimine organizzato e la corruzione e stabiliscano saldamente lo stato di diritto; che cooperino a livello regionale; e che rispettino pienamente gli obblighi internazionali, compreso quelli di consegnare alla giustizia de l’Aja tutti gli accusati dal ICTY. I progressi che questi paesi realizzeranno sulla via delle riforme determineranno il ritmo della loro integrazione nelle strutture euro-atlantiche. Noi confermiamo il mantenimento della nostra presenza nella regione e siamo pronti ad assistere questi paesi, attraverso programmi di assistenza individuali, a proseguire i loro progressi. In funzione dei progressi che continueranno ad essere compiuti e delle analisi sull’ambiente politico e di sicurezza che prevarrà, noi esploreremo differenti opzioni per una ulteriore razionalizzazione e ristrutturazione delle forze, tenendo in considerazione un approccio regionale. Noi salutiamo con favore la positiva conclusione dell’Operazione Amber Fox nella Repubblica ex Iugoslava di Macedonia. Noi abbiamo deciso di mantenere una presenza NATO per un limitato periodo, a partire dal 15 dicembre, al fine di contribuire al mantenimento della stabilità, che sarà da noi riesaminata alla luce dell’evolversi della situazione. Noi notiamo che l’UE si è dichiarata pronta a rilevare l’operazione militare nella Repubblica ex Iugoslava di Macedonia secondo condizioni appropriate.

14.  I paesi membri della NATO hanno risposto alla chiamata del Consiglio di Sicurezza delle NU per assistere il governo afgano nel ristabilire la sicurezza a Kabul e dintorni. Le loro forze costituiscono la spina dorsale della Forza Internazionale di Assistenza alla Sicurezza (ISAF) in Afghanistan. Noi lodiamo il Regno Unito e la Turchia per i contributi che hanno successivamente apportato in quanto nazioni guida ISAF, e salutiamo con favore la volontà della Germania e dei Paesi Bassi di succedere congiuntamente ad essi. La NATO ha deciso di fornire un supporto in alcuni campi ai prossimi paesi guida dell’ISAF, manifestando la continuazione del nostro impegno. Tuttavia, è agli afgani stessi che incombe la responsabilità di garantire la sicurezza ed il mantenimento dell’ordine nell’ambito del loro paese.

15. Noi rimaniamo impegnati dal Trattato CFE e riaffermiamo la nostra posizione risolutamente favorevole ad una rapida entrata in vigore del Trattato Adattato. Il regime CFE contribuisce in maniera fondamentale ad accrescere la sicurezza e l’integrazione europea. Noi salutiamo con favore l’approccio di quei paesi non-CFE, che hanno dichiarato la loro intenzione di richiedere l’adesione al Trattato CFE Adattato non appena entrato in vigore. La loro adesione fornirà un importante contributo aggiuntivo alla stabilità ed alla sicurezza dell’Europa. Noi ci felicitiamo per i significativi risultati degli sforzi della Russia tesi a ridurre le forze nel settore dell’art. V del Trattato ai livelli concordati. Noi sollecitiamo un rapido adempimento degli impegni inevasi di Istanbul riguardanti la Georgia e la Moldavia, adempimento che creerà le condizioni perché gli Alleati e gli altri Stati Parti procedano con la ratifica del Trattato CFE Adattato.

16.  Poiché la NATO si trasforma, noi abbiamo sottoscritto un insieme di misure volte a migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’organizzazione dei quartier generali. L’Iniziativa NATO+ sulle questioni relative alle risorse umane completa questo sforzo. Noi intendiamo continuare a fornire, individualmente e collettivamente, le risorse necessarie per permettere alla nostra Alleanza di svolgere i compiti che noi gli richiediamo.

17. Noi salutiamo il ruolo dell’Assemblea Parlamentare NATO nel completare gli sforzi della NATO nel proiettare la stabilità in tutta Europa. Noi apprezziamo inoltre il contributo apportato dall’Associazione del Trattato Atlantico nel promuovere una migliore conoscenza dell’Alleanza e dei suoi obiettivi tra le pubbliche opinioni dei nostri paesi.

18. Noi esprimiamo il nostro profondo apprezzamento al Governo della Repubblica Ceca per la gentile ospitalità riservataci.

19.  Il nostro Vertice dimostra che gli Alleati Europei e Nord Americani, già uniti dalla storia e da comuni valori, continueranno a formare una comunità determinata ed in grado di difendere il nostro territorio, le nostre popolazioni e le nostre forze contro tutte le minacce e tutte le sfide. Per oltre cinquanta anni, la NATO ha difeso la pace, la democrazia e la sicurezza nell’area euro-atlantica. Gli impegni che abbiamo adottato qui a Praga, sono tali da garantire che l’Alleanza continuerà a svolgere tale ruolo vitale nel futuro.

 

* La Turchia riconosce la Repubblica di Macedonia con il suo nome costituzionale.

 

traduzione non ufficiale a cura del Comitato Atlantico Italiano