comitato          attività          studi          documenti          occidente          yata          club          forum          press          links                      @           home     English Version         

Il Portogallo e l'Alleanza Atlantica

Claudia Trevisani

Ricercatrice

2006

 

Il soggetto della trattazione è il ruolo strategico del Portogallo, nella politica estera degli Stati Uniti, nel contesto dell'Alleanza Atlantica.
 
Per affrontare in modo completo ed esaustivo l'argomento di ricerca è risultato fondamentale analizzare l'ingresso del Portogallo come stato fondatore nell'Alleanza.
 
Fin dalle prime discussioni nel 1948 sulla formazione di un'alleanza difensiva occidentale, gli Stati Uniti avevano manifestato il progetto di strutturare un'intesa che comprendesse non soltanto gli Stati del Patto di Bruxelles ma anche la Scandinavia, l'Italia, l'Islanda e possibilmente il Portogallo (senza escludere in un futuro prossimo l'adesione della Spagna.
 
L'aspetto che è emerso con maggiore preponderanza nella ricerca è stato l'importanza che l'ingresso portoghese ha rivestito per gli Stati Uniti, soprattutto nel contesto della Guerra Fredda. Proprio nel cuore dello scontro tra le due superpotenze, nell'intreccio continuo di eventi che caratterizzarono tale periodo, il Portogallo ha saputo trovare una sua dimensione.
 
Ugualmente interessante è risultato analizzare come tutti questi elementi siano mutati dopo il crollo dell'Impero Sovietico e come negli ultimi anni Lisbona abbia riconfermato la sua capacità di sapersi ritagliare uno spazio non trascurabile nella politica internazionale.
Nello studio ci si è avvalsi soprattutto di fonti primarie quali: articoli di giornale, bollettini ufficiali degli incontri tra gli ambasciatori portoghesi ed americani, lavori del Dipartimento di Stato americano, memorandum degli incontri del Consiglio Nord Atlantico, Risoluzioni delle Nazioni Unite.
 
In termini geostrategici, il Paese, fino ai nostri giorni, ha continuato ad essere percepito come una sottile striscia di terra, lungo il fianco atlantico della penisola iberica, che, insieme agli arcipelaghi di Madeira e delle Azzorre, costituisce un importante "triangolo strategico", occupando una posizione intermedia fra le zone atlantiche e quelle mediterranee e fra Europa ed Africa. Questo triangolo è attraversato, infatti, da significative vie di comunicazione marittime ed aeree, che uniscono il Nord America e la costa orientale Sud Americana all'Europa, il Sud Africa all'Europa e le terre mediterranee al Nord Europa.
 
Se per gli Stati Uniti il Portogallo e quindi anche le Azzorre non sono più utilizzabili nel gioco di deterrenza contro l'Unione Sovietica, i suoi territori restano oltremodo importanti per la gestione delle nuove minacce.
 
Nel quadro futuro della NATO, all'interno del nuovo contesto internazionale, la partecipazione portoghese potrà essere utile a livello delle nuove missioni di gestione delle crisi e della pace, e non smetterà altresì di essere rilevante nel dialogo dell'Alleanza con il Mediterraneo.
 
All'indomani dell'11 settembre il bacino meridionale europeo si va delineando come una zona potenzialmente di minacce e, in tale mutato contesto strategico la posizione geografica portoghese continua ad essere determinante.
 
Il Portogallo continua a godere di uno status speciale grazie al legame che rappresenta tra i due lati dell'Atlantico. Questa realtà ha contato nel passato e continuerà a contare, anche e soprattutto nel caso di ulteriori allargamenti della NATO.