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NATO - Georgia

 

DICHIARAZIONE
 
Riunione del Consiglio dell'Atlantico del Nord al livello di Ministri degli Affari Esteri
tenutosi al Quartier Generale NATO, Bruxelles, il 19 agosto 2008

 (Traduzione non ufficiale a cura del Comitato Atlantico Italiano)

Il Consiglio del Nord Atlantico riunito in sessione ministeriale speciale il 19 agosto 2008, ha espresso la sua grave preoccupazione riguardo la situazione in Georgia ed ha discusso le più ampie implicazioni per la stabilità e la sicurezza euro-atlantica. Una soluzione pacifica e durevole del conflitto in Georgia dovrà essere fondata sul pieno rispetto dei principi di indipendenza, sovranità ed integrità territoriale della Georgia, riconosciuti dal diritto internazionale e dalle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Noi deploriamo tutte le perdite di vite umane, le vittime civili ed i danni causati alle infrastrutture civili dal conflitto. Noi stiamo contribuendo alle operazioni di soccorso umanitario. Noi abbiamo incontrato il Presidente in Esercizio dell'OSCE, il Ministro degli Affari Esteri finlandese, Sig. Alexander Stubb, per discutere le questioni chiave che egli ritiene debbano essere affrontate.
 
Salutiamo con favore l'accordo concluso tra la Georgia e la Russia, per mezzo degli sforzi diplomatici dell'Unione Europea, dell'OSCE e degli Stati Uniti, volto a porre fine alle ostilità ed a pervenire ad una soluzione politica del conflitto. Noi sosteniamo pienamente questi sforzi. Noi sottolineiamo l'urgenza di una applicazione rapida, completa ed in buona fede dell'accordo, incluso un nuovo meccanismo internazionale per monitorare il rispetto di questi impegni. Le azioni militari devono cessare definitivamente e le forze militari devono tornare alle posizioni che occupavano prima dello scoppio delle ostilità. In quadro pienamente internazionale dovranno iniziarsi delle discussioni sulle modalità relative alla sicurezza e la stabilità dell'Abkhazia e dell'Ossezia del Sud. L'attività economica in Georgia, compresi i trasporti aerei e marittimi internazionali, non dovranno essere ostacolati.
 
Siamo gravemente preoccupati per la situazione umanitaria. I governi dei paesi dell'Alleanza stanno lavorando insieme e di concerto con le organizzazioni internazionali ed altri attori della comunità internazionale, al fine di assicurare che le popolazioni civili colpite dal conflitto ricevano l'assistenza necessaria per far fronte ai bisogni umanitari immediati e successivi. Noi facciamo appello a tutte le parti, conformemente ai loro obblighi derivanti dal diritto internazionale umanitario, di assicurare l'accesso dei soccorsi umanitari internazionali a tutte le popolazioni colpite.
 
Oggi abbiamo anche deciso di sostenere la Georgia, su sua richiesta, in diversi settori. Inoltre, abbiamo deciso di incaricare il Consiglio del Nord Atlantico in sessione permanente di sviluppare rapidamente le modalità per la creazione di una Commissione NATO-Georgia. Questa Commissione supervisionerà il processo lanciato a Bucarest, comprese le misure di supporto approvate nella riunione odierna. Queste misure intendono assistere la Georgia, un partner della NATO stimato e di lunga data, nel valutare i danni causati dall'azione militare e contribuire a ripristinare i servizi essenziali per il normale funzionamento della vita pubblica e dell'attività economica. Il ristabilimento, la sicurezza e la stabilità della Georgia sono importanti per l'Alleanza. La NATO continuerà a cooperare con la Georgia nel quadro del Partenariato per la Pace e del Piano d'Azione di Partenariato Individuale della Georgia con la NATO ed esaminerà le eventuali ulteriori richieste di assistenza. Notiamo, inoltre, con soddisfazione, che un certo numero di governi hanno indicato che sosterranno attivamente delle misure destinate ad aiutare la ricostruzione economica della Georgia.
 
Il conflitto tra la Georgia e la Russia ha compromesso la stabilità e la sicurezza regionale. Noi deploriamo profondamente l'uso della forza nel conflitto tra la Georgia e la Russia. Reiteriamo che non vi è soluzione militare ai conflitti irrisolti. Noi ricordiamo a tutte le parti che la pacifica risoluzione dei conflitti è un principio chiave del Documento quadro del Partenariato per la Pace.
 
Rimaniamo preoccupati per le azioni della Russia durante la crisi e ricordiamo alla Russia le sue responsabilità per il mantenimento della sicurezza e dell'ordine nelle aree dove esercita il controllo, specialmente alla luce dei continui rapporti sulle distruzioni deliberate di infrastrutture civili da parte della Russia. L'azione militare russa è stata sproporzionata e non conforme al suo ruolo di mantenimento della pace, né compatibile con i principi di pacifica risoluzione dei conflitti stabiliti nell'Atto Finale di Helsinki, nell'Atto Fondatore NATO-Russia e nella Dichiarazione di Roma. Noi facciamo appello alla Russia affinché adotti immediatamente le azioni per il ritiro delle sue truppe dalle aree che si ritiene debbano essere lasciate in virtù dell'accordo in sei punti siglato dai presidenti Saakachvili e Medvedev(1). L'Alleanza sta seriamente considerando le implicazioni delle azioni della Russia nelle relazioni NATO-Russia. Nel 2002, abbiamo costituito il Consiglio NATO-Russia, quadro per le discussioni con la Russia, comprese quelle che dividono l'Alleanza e la Russia. Noi abbiamo stabilito che non possiamo continuare come se nulla fosse accaduto. Noi facciamo appello alla Russia di dimostrare – sia con le parole che con i fatti – il suo durevole impegno con i principi sui quali abbiamo concordato di fondare la nostra relazione.
 
Noi riaffermiamo il nostro impegno riguardo alle decisioni adottate dai Capi di Stato e di governo al Vertice di Bucarest nell'aprile 2008, comprese quelle riguardanti le aspirazioni euro-atlantiche della Georgia e continueremo la nostra collaborazione intensiva con la Georgia per affrontare in dicembre le questioni relative alla sua candidatura per il Piano d'Azione per l'Adesione, tenendo in considerazione gli sviluppi che saranno intervenuti sino a quel momento.
 
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1. Completato dalla lettera del Presidente Sarkozy datata 16 agosto 2008 e dalla successiva corrispondenza sull'argomento.

 

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