On. Prof. Enrico La Loggia
Presidente del Comitato Atlantico Italiano
Intervento d'apertura
Rome Atlantic Forum 2009
Signor Presidente della Camera dei Deputati, Signor Ministro degli Esteri, Signor Presidente dell'Atlantic Treaty Association, Signor Presidente della Delegazione Italiana all'Assemblea Parlamentare NATO, Signor Capo di Stato Maggiore della Difesa, Onorevoli membri del Parlamento, Eccellenze del Corpo Diplomatico, Autorità, Signore e Signori, a nome del Comitato Atlantico Italiano, che ho l'onore di presiedere, desidero ringraziarvi per aver aderito in maniera così alta e qualificata a questo Forum. Con l'organizzazione del Rome Atlantic Forum, il Comitato Atlantico Italiano non intende solo rinverdire una propria tradizione, ma offrire un foro internazionale di analisi scientifica, riflessione politica e discussione, in occasione di uno dei passaggi storici più significativi dell'Alleanza Atlantica. Un'Alleanza che sta celebrando con successo i suoi 60 anni guardando al futuro e "ripensando" il proprio Concetto Strategico. Il nuovo Concetto Strategico della NATO ed il futuro delle relazioni transatlantiche sono, pertanto, i temi che il Comitato Atlantico Italiano ha ritenuto di affidare alle riflessioni di questo Forum, certi che usciranno arricchiti dai contributi degli autorevoli ospiti che hanno accettato di intervenire e con l'intento e l'ambizione di porre il nostro impegno al servizio della pace e della stabilità. Si deve alla sensibilità del Presidente del Senato della Repubblica, Sen. Renato Schifani, del Presidente della Camera dei Deputati, On. Gianfranco Fini ed al convinto sostegno del Ministro degli Affari Esteri, On. Franco Frattini, l'aver assegnato a questo Forum la più alta considerazione, permettendone lo svolgimento nella cornice istituzionale più autorevole della nostra politica estera. E', pertanto, con sentimenti di sincera gratitudine che rivolgo loro il nostro deferente e cordiale saluto e che prego il Presidente Fini ed il Ministro Frattini di rivolgere un indirizzo di saluto ai partecipanti del Forum.
INTERVENTO D'APERTURA
Solo pochi giorni fa abbiamo ricordato i 20 anni dalla caduta del muro di Berlino. Evento epocale di riunificazione del continente europeo ma, altresì, di cesura tra un vecchio ed un nuovo mondo che per Thomas Friedman è oggi reso "piatto" da una globalizzazione che annulla le dimensioni geografiche e temporali, investendo le nostre società civili di nuove sfide che hanno ampliato la tradizionale accezione del concetto di sicurezza. I tragici attacchi terroristici che agli inizi di questo Millennio hanno colpito New York, Washington, Madrid e Londra, hanno reso evidente come ciò che il Concetto Strategico della NATO considerava nel 1999 ancora un semplice "rischio" (§24) fosse divenuta una reale minaccia. In tale mutato scenario di sicurezza l'Alleanza Atlantica è stata chiamata a svolgere un ruolo ancor più impegnativo ed a gestire operazioni di mantenimento della pace sempre più complesse. Missioni talora avvertite dalle nostre pubbliche opinioni come lontane e non solo geograficamente. Le minacce globali che, dall'Afghanistan ai Balcani e dall'Oceano Indiano al Mediterraneo, la NATO è oggi chiamata ad affrontare, impongono di rivedere il Concetto Strategico con un nuovo e più ampio approccio (Comprehensive Approach) che, analizzando i futuri possibili (Multiple Futures), sappia individuare i compiti e le capacità che dovranno essere assegnate all'Alleanza affinché essa possa continuare a svolgere con rinnovata efficacia la sua missione di sempre: ovvero, la difesa dei nostri valori, delle nostre libertà, delle nostre popolazioni e dei nostri territori. In effetti, l'attuale Concetto Strategico, per quanto ben strutturato e compiutamente articolato, già al momento della sua elaborazione, nel 1999, non appariva un documento che guardasse al futuro. Esso, piuttosto, aveva il compito di aggiornare il precedente Concetto Strategico - adottato proprio a Roma nel 1991 – più semplicemente registrando gli adattamenti 'esterni' ed 'interni' condotti dall'Alleanza negli anni Novanta (ovvero, i partenariati ed i processi di allargamento e la nuova struttura dei comandi e delle forze). In definitiva, ai tradizionali compiti del 1991 di sicurezza (previsto dall'art. 1 Trattato), consultazione (art. 4), deterrenza e difesa (art. 5) il Concetto Strategico del 1999 aggiungeva quelli assunti dalla NATO negli anni Novanta, ovvero: la gestione delle crisi (maturata con la drammatica esperienza dei Balcani); e il Partenariato per la Pace con le nuove democrazie dell'area euro-atlantica. Un Concetto Strategico, pertanto, che si rivolgeva al passato, si fermava al presente ma non si proiettava nel futuro. Il Gruppo di Esperti che il Segretario Generale della NATO ha riunito quest'estate per contribuire alla riflessione sul nuovo Concetto Strategico – e di cui alcuni autorevoli esponenti ci onorano della loro presenza ed interverranno oggi - dovrà, pertanto, agire con lungimiranza e saper coniugare gli strumenti civili e quelli militari facendo tesoro degli insegnamenti del Comitato dei Tre che, sotto la guida dell'allora Ministro degli Esteri Gaetano Martino, nel 1956, seppe indicare la forza straordinaria della "cooperazione non militare" in seno all'Alleanza. Sono temi sui quali il Comitato Atlantico Italiano ha da tempo avviato un approfondimento ed una discussione volte a coinvolgere le personalità più qualificate del mondo politico, diplomatico, militare, accademico e dei centri di ricerca nazionali ed esteri, al fine di offrire un contributo nazionale utile all'elaborazione del nuovo Concetto Strategico della NATO. Documento che presentiamo oggi alla vostra attenzione e per il quale desidero ringraziare sin d'ora il Coordinatore del Gruppo di Lavoro incaricato di redigerlo, l'Ammiraglio Ferdinando Sanfelice di Monteforte e con lui tutti coloro che vi hanno contribuito ed in particolare l'Ammiraglio Trevisani ed il Centro Alti Studi per la Difesa per il supporto e la gentile ospitalità che in più occasioni è stata offerta alle riunioni del Gruppo di Lavoro. Riscrivere a 60 anni dalla sua costituzione il Concetto Strategico dell'Alleanza Atlantica significa far tesoro delle esperienze e dei successi del passato per affrontare con rinnovata fiducia e senso di responsabilità le nuove sfide alla sicurezza e le relative decisioni che siamo chiamati ad adottare. Decisioni che dovranno fondarsi su un nuovo Patto transatlantico che stabilisca il ruolo della NATO nel XXI secolo, il suo "livello di ambizione" ed un comune impegno per dotarla di adeguate capacità. Compito della politica e dei governi di entrambe le sponde dell'Atlantico è oggi quello di rinnovare le relazioni transatlantiche [oggetto del Forum pomeridiano] ricercando quel giusto equilibrio tra condivisione delle scelte ed equa ripartizione degli oneri. Decisioni e scelte che nella comunità euro-atlantica trovano fondamento nella costante ricerca del consensus, frutto di un dialogo ampio ed articolato che trae linfa dalle nostre società civili e da iniziative come questa che ci riunisce oggi. Impegni che dovranno essere adottati con lo stesso senso di responsabilità di quei protagonisti che 60 anni fa associarono i nostri paesi a quel formidabile elemento di forza materiale e morale con cui De Gasperi identificava il Patto Atlantico.
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