STUDI

NATO-Israele: il livello di ambizione

Tommy Steiner - Senior Research Fellow, Institute for Policy and Strategy, IDC Herzliya

Il “livello di ambizione” delle relazioni NATO-Israele dipenderà innanzitutto dal futuro della NATO e da tre aspetti specifici della direzione che l’Alleanza intraprenderà: l’applicazione della sua nuova politica sui Partenariati; il suo ruolo di alleanza e la sua capacità di approfondire la cooperazione strategica occidentale e l’integrazione nel settore della difesa; il suo ruolo strategico-militare in un Medio Oriente sempre più instabile. Tuttavia, le relazioni NATO-Israele non dipendono esclusivamente dalla NATO: anche la disponibilità da parte d’Israele ad impegnarsi seriamente per una partnership strategica e militare di natura multilaterale è decisiva.

L’evoluzione della minaccia terroristica nel Mediterraneo

Prof. Vittorfranco Pisano - Presidente, Commissione Contrasto al Terrorismo
nato

Nel corso dell’ultimo ventennio, il radicalismo religioso ha pesantemente aggravato la minaccia terroristica nella regione del Mediterraneo. Esso persegue la religione non come fede, ossia il rapporto tra credente e Creatore, ma come ideologia che irrompe nella sfera politica. Mentre nessuna religione nel corso dei secoli è stata immune da degenerazioni minoritarie fanatiche e violente, nell’attuale contesto storico prevale il radicalismo islamico, che va però distinto dalla normale e pacifica pratica dell’Islam.

Fattore di stabilità – Il contributo dell’Albania alla sicurezza atlantica

On. Arben Imami - Ministro della Difesa, Albania

Anche se un piccolo paese, nel corso degli ultimi vent’anni l'Albania ha svolto un ruolo importante nel contribuire alla pace ed alla sicurezza nei Balcani ed oltre. Dal crollo del regime comunista nel 1990, l’integrazione  nelle organizzazioni euro-atlantiche di sicurezza è stato un punto focale della nuova leadership politica, come espressione dell'orientamento occidentale del popolo albanese e della sua politica estera.

Il ruolo della NATO per la sicurezza e la cooperazione nel Mediterraneo

On. Prof. Enrico La Loggia - Comitato Atlantico Italiano
212

Il “mare fra le terre” di Fernand Braudel è cambiato. La globalizzazione e la diffusione di internet hanno ormai annullato la distanza geografica tra l’Europa e le coste del Nord Africa e del Medio Oriente. E ciò è tanto più evidente a Palermo ed in Sicilia, il baricentro della regione mediterranea. Pertanto, non possiamo considerarci spettatori disinteressati di fronte alla portata storica dei mutamenti in corso ed allo scoppio di conflittualità che si sono rapidamente estese sino a raggiungere il Golfo.

La trasformazione dell’apparato industriale occidentale del comparto difesa e sicurezza

Amm. Sq. F. Sanfelice di Monteforte - Pres. Commissione Militare, Comitato Atlantico Italiano
Ddefense-300x225

La fine della Seconda Guerra mondiale vide il sistema industriale dell’Europa continentale a pezzi, vuoi per effetto dei bombardamenti, vuoi per l’invio forzoso dei macchinari in Germania, fatto dalle truppe tedesche di occupazione. In particolare, i danni riportati dall’industria della difesa erano notevoli, ma soprattutto divenne apparente in alcuni paesi, già durante la co-belligeranza, che si era generato un divario (oggi si direbbe un “gap”) impressionante nella qualità degli armamenti, tra alcune nazioni europee e gli Stati Uniti.

NATO-SCO: il dialogo mancante

Gen. C.A. Giovanni Marizza - Consiglio Direttivo del Comitato Atlantico Italiano

Guardando i programmi di partenariato della NATO, possiamo affermare che la NATO non è seconda a nessun altra organizzazione internazionale per il dialogo e la cooperazione con i paesi fuori della sua area. Sorprendentemente, però, l’Asia è quasi del tutto trascurata dalle iniziative di “outreach” della  NATO. Per questo motivo, il dialogo con la SCO (Organizzazione di Cooperazione di Shangai) deve essere avviato il più presto possibile.