Cosa faranno gli istruttori militari francesi a Kiev e come potrebbe cambiare la guerra in Ucraina

Intervista di Davide Falcioni per Fanpage.it al Generale Giorgio Battisti, Presidente della Commissione Militare del Comitato Atlantico Italiano.


I primi istruttori militari francesi arriveranno “presto” in Ucraina. Ad ufficializzarlo è stato ieri il generale Oleksandr Syrsky, comandante in capo delle forze armate di Kiev, dopo un incontro in video-conferenza a cui hanno partecipato anche il ministro della Difesa ucraino, Rustem Umerov, ed il ministro francese delle Forze Armate, Sebastien Lecorne.

“Accolgo con favore l’iniziativa della Francia di inviare istruttori in Ucraina per addestrare il personale militare ucraino – ha affermato Syrsky – Ho già firmato i documenti che consentiranno presto ai primi istruttori francesi di visitare i nostri centri di formazione e di familiarizzare con le loro infrastrutture ed il personale”. Syrsky ha espresso l’auspicio che presto altri stati della NATO vogliano imitare Parigi, mentre Macron si è affrettato a chiarire che “i Paesi europei non sono in guerra con la Russia e il suo popolo”, tuttavia “intendiamo continuare a fornire assistenza all’Ucraina per tutto il tempo necessario”.

Il capo dei servizi segreti esteri russi, Sergey Naryshkin, ha affermato che secondo fonti di Mosca il contingente francese potrebbe raggiungere i 2mila uomini, mentre il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha osservato che in Ucraina operano già istruttori francesi, insieme ad altri rappresentanti delle forze armate e dei servizi speciali dei Paesi europei.

Ma quali saranno, nello specifico, i compiti degli addestratori inviati dalla Francia? E soprattutto saranno in grado di rovesciare i rapporti di forza a favore dell’Ucraina? Fanpage.it l’ha chiesto al generale Giorgio Battisti, ex comandante del Corpo d’Armata Italiano di Reazione Rapida della NATO (NRDC-ITA).

Oleksandr Syrsky, comandante in capo delle forze armate di Kiev, ha confermato ieri la sottoscrizione di un accordo con la Francia l’invio in Ucraina di addestratori. Cosa ne pensa?

L’accordo prevede l’invio di militari francesi che dovrebbero svolgere una ricognizione delle infrastrutture militari ucraine e capire che tipologia di supporto può servire a Kiev. Questa idea ha origine mesi fa: il 26 febbraio il presidente Macron convocò a Parigi i rappresentanti di diversi Paesi preannunciando che sarebbe stata intenzione della Francia inviare truppe in territorio ucraino, superando i limiti imposti per due anni dalla NATO.

Nel concreto, che tipo di lavoro potrebbero svolgere gli istruttori francesi in Ucraina?

È ancora presto per dirlo. Da settimane si parla dell’invio – sempre da parte di Parigi – di circa 200 soldati della Legione Straniera con funzioni di “supporto al combattimento”. È una locuzione molto generica, che può includere una lunga serie di attività che questi militari potranno svolgere senza entrare in contatto diretto con i russi sulla prima linea del fronte. Quello che i francesi con ogni probabilità faranno sarà comunque addestrare gli ucraini all’utilizzo delle armi inviate, in particolar modo quelle francesi. Parigi ha fornito sistemi contraerei SAMP/T, semoventi di artiglieria Caesar e altri sistemi. D’altro canto la fallita controffensiva ucraina iniziata la scorsa estate ha evidenziato le difficoltà dei soldati ucraini ad impiegare correttamente armamenti NATO, visto che erano abituati a maneggiare materiale di origine russa o sovietica. Secondo altre indiscrezioni i francesi potrebbero essere impiegati anche per sminare – e anche minare, sebbene nessuno lo ammetterà mai – il terreno. Per finire, i francesi aiuteranno i colleghi ucraini nella pianificazione delle operazioni militari, secondo le procedure della NATO. D’altro canto ci sono già militari britannici in Ucraina che stanno svolgendo questo compito: si trovano a Kiev e assistono le forze armate sia negli stati maggiori che nella logistica e supporto al combattimento.

Insomma, la dichiarazione di Syrsky non ha fatto altro che formalizzare un accordo che era largamente nell’aria.

Esatto. Anche perché non è escluso che uomini della Legione Straniera francese siano da tempo in Ucraina

Che succederà se dei soldati francesi, ad esempio gli addestratori di cui si parla in questi giorni, dovessero essere uccisi in combattimento? Andrebbe inteso come un attacco alla NATO?

Quello tra Parigi e Kiev è un accordo bilaterale: non c’è un diretto coinvolgimento dell’Alleanza Atlantica, anche per la ferma volontà di altri Paesi NATO di non inviare assolutamente truppe in Ucraina.  Ricordo che l’Alleanza Atlantica decide per consenso: le decisioni possono essere prese solo all’unanimità e le posizioni, come è noto, sono molto diverse. Ci sono forti contrarietà sia all’invio di soldati, sia alla possibilità di colpire direttamente il territorio russo. Quello francese va comunque inteso come un ulteriore salto di qualità dell’Occidente a favore dell’Ucraina, ma non costituisce affatto una novità dirompente: in passato, ad esempio, URSS e Cina inviarono loro militari a gestire i sistemi aerei nord-vietnamiti e addestrarono vietcong contro gli Stati Uniti. Ricordo che i Paesi della NATO hanno già addestrato circa 100mila soldati ucraini, sui loro territori. Insomma, niente di sconvolgente.

L’iniziativa francese può contribuire a cambiare significativamente i rapporti di forza oggi esistenti tra Russia e Ucraina? 

Non direi. Poche centinaia di soldati francesi impegnati come istruttori non saranno in grado di fare la differenza, anche se aiuteranno gli ucraini ad essere più professionali nell’utilizzo di armi occidentali.

La mossa di Parigi avvicina o allontana da una tregua, a poche settimane dal vertice “di pace” che si svolgerà in Svizzera?

Anche se dal punto di vista russo si tratta di un ulteriore “ingerenza” occidentale a Kiev, credo che l’invio di truppe francesi non incida granché nell’economia generale del conflitto e sono sicuro che le diplomazie opereranno a prescindere dalla presenza di pochi militari transalpini in Ucraina.