Intervista di Paolo Rossetti al Gen. C.A. Giorgio Battisti, Presidente della Commissione Militare del Comitato Atlantico Italiano.
Gli USA tornano a fornire armi mentre l’Ucraina propone loro accordi su petrolio e gas. Intanto l’alleanza guidata dalla Russia si allarga
Secondo Trump, Putin direbbe sull’Ucraina “un sacco di s….zate”. In realtà, gli USA hanno annunciato che torneranno a fornire armi difensive all’Ucraina proprio nel giorno in cui, sulla stampa ucraina, si parla di nuovi affari tra i due Paesi relativi all’energia: un progetto per l’esplorazione del gas offshore con la società statale Naftogaz e uno per rilanciare la raffineria di Kremenchuk, il più grande sito ucraino di produzione petrolifera, nell’oblast di Poltava. Sta di fatto che il legame economico tra Kiev e Washington non fa altro che mantenere alta l’attenzione americana sull’Ucraina, necessaria per difendere gli investimenti previsti.
Intanto, osserva Giorgio Battisti, generale già comandante del Corpo d’armata di reazione rapida (NRDC-ITA) della NATO in Italia e capo di stato maggiore della missione ISAF in Afghanistan, senza che l’Occidente se ne renda conto, la coalizione che sostiene la Russia nella guerra ha basi sempre più solide: oltre ai cinesi e ai volontari africani, Mosca può far conto su un numero sempre maggiore di militari coreani del Nord e ora anche del Laos. Una guerra, dunque, che è sempre più mondiale e pericolosa. L’unico scenario possibile appare sempre quello della guerra: anche Macron, a Westminster, ha ribadito che gli europei non abbandoneranno mai l’Ucraina di fronte all’aggressione russa.
La stampa ucraina sostiene che Kiev ha proposto a Washington progetti per lo sfruttamento del petrolio e del gas. Allo stesso tempo, gli USA fanno sapere che riprenderanno le forniture di armi di difesa all’Ucraina. Zelensky cerca di conservare il sostegno di Trump creando la possibilità di altri affari?
Zelensky e Trump si sono già accordati per lo sfruttamento delle risorse dell’Ucraina: un modo, da parte di Kiev, di sdebitarsi del supporto fornito dall’America. I progetti relativi a petrolio e gas che Kiev ha presentato adesso sono un tentativo per rendere più interessante la continuità degli aiuti da parte statunitense. D’altra parte, se le compagnie di estrazione americane intervenissero in Ucraina per sfruttare le risorse del sottosuolo, è chiaro che si creerebbe una sorta di alleanza indiretta: voglio vedere se i russi si permetterebbero di attaccare, con droni, missili cruise e balistici, le infrastrutture critiche ucraine, se avrebbero il coraggio di colpire i siti di estrazione. Se venissero colpiti degli americani, anche se civili, questo comporterebbe una reazione da parte USA.