Intervista di Paolo Rossetti al Gen. C.A. Giorgio Battisti, Presidente della Commissione Militare del Comitato Atlantico, per ilSussidiario.net.
La NATO che annuncia di aumentare gli aiuti militari, l’inviato speciale Steve Witkoff che sbaglia a capire le condizioni dei russi per trattare, il generale Zaluzhny in predicato di sostituire Zelensky e intenzionato comunque a proseguire il conflitto. Altro che svolta o pace possibile: la possibilità di un negoziato, sbandierata da Trump, alla quale non crede neanche lui stesso, visto che ha dichiarato che mettere insieme Putin e Zelensky è come unire olio e aceto, sembra più una pia illusione.
Alla fine, commenta Giorgio Battisti, generale già comandante del Corpo d’armata di reazione rapida (NRDC-ITA) della NATO in Italia e capo di stato maggiore della missione ISAF in Afghanistan, il conflitto tra Russia e Ucraina lo deciderà il campo di battaglia, sul quale le truppe del Cremlino continuano ad avanzare, anche se lentamente. E nelle loro operazioni militari hanno inserito anche un obiettivo USA, come se volessero dire agli americani di non sposare troppo le tesi degli altri occidentali, niente affatto disposti a riconoscere le condizioni poste da Mosca.