Autorità, Signore e signori,
Sono molto onorato di essere stato invitato ad intervenire davanti a un pubblico così illustre e di avere l’opportunità di parlare del contributo dell’Albania alla sicurezza atlantica.
Mentre la costruzione delle istituzioni di sicurezza in Europa ha una lunga storia, tutti noi notiamo con soddisfazione che l’interazione attuale tra le istituzioni e le organizzazioni euro-atlantiche di sicurezza, quali l’OSCE, la NATO e l’UE, è ai massimi livelli. Questa interazione e il coinvolgimento di molti paesi in organizzazioni politiche, economiche e militari, ha notevolmente contribuito alla pace, sicurezza, stabilità e ad un elevato livello di fiducia nell’area euro-atlantica.
Anche se un piccolo paese, nel corso degli ultimi vent’anni l’Albania ha svolto un ruolo importante nel contribuire alla pace ed alla sicurezza nella regione, ed oltre. Dal crollo del regime comunista nel 1990, l’integrazione nelle organizzazioni euro-atlantiche di sicurezza è stato un punto focale della nuova leadership politica, come espressione dell’orientamento occidentale del popolo albanese e della sua politica estera.
L’importante processo di riforme politiche ed economiche e di costruzione di istituzioni democratiche, ha culminato nell’adesione dell’Albania alla NATO avvenuta nell’aprile del 2009. Questo è stato un traguardo storico per l’Albania nel suo sfortunato cammino del 20° secolo e l’isolamento imposto al paese.
L’adesione dell’Albania è stato reso possibile grazie a delle importanti riforme politiche, economiche e di difesa, in risposta al mutevole ambiente di sicurezza a livello nazionale e internazionale. Come una democrazia funzionale, l’Albania è oggi un paese sicuro, che offre sicurezza ai suoi cittadini e lo garantisce ai suoi vicini, e non solo.
Signore e Signori,
L’Italia come il nostro vicino più prossimo è il primo paese che certifica meglio i progressi della sicurezza interna dell’Albania. Oggi l’Albania non è più il paese dell’emigrazione illegale, del traffico di esseri umani e stupefacenti, della corruzione e del contrabbando. Sono fiero di dire che questo è stato raggiunto grazie alla forte azione adottata dal governo albanese, attraverso il consolidamento delle istituzioni democratiche, lo stato di diritto, ergo l’aumento della sicurezza interna, delle efficaci capacità doganali e il controllo delle frontiere, in particolare della sicurezza marittima. Il governo si trova impegnato a realizzare le riforme necessarie e svolgere i suoi obblighi nel suo cammino verso l’adesione all’Unione Europea.
Le Forze Armate albanesi come una componente significativa di queste riforme, sono in costante progresso verso un’organizzazione militare completamente trasformata costruita sugli standard funzionali della NATO, in grado di assumere le sue responsabilità, sia a livello nazionale, che internazionale, contribuendo a una serie di missioni in ambito NATO e nelle missioni promosse dall’UE come ad esempio in Bosnia-Erzegovina, Iraq, Ciad e la più importante in Afghanistan.
L’adesione alla NATO ha fatto dell’Albania parte di un’organizzazione di sicurezza indispensabile. Pertanto, è obbligo del mio paese quello di assumere nuove responsabilità e fare la sua parte nella tutela dei valori euro-atlantici.
L’Albania considera la propria sicurezza come inseparabile dal contesto della sicurezza globale. Pertanto, uno dei principali doveri delle Forze Armate albanesi è la partecipazione attiva in missioni di mantenimento della pace internazionale, con l’obiettivo di promuovere e garantire la sicurezza internazionale, pace e stabilità. Non è solo un obbligo derivante dalla nostra adesione alla NATO, ma anche una condivisione comune di sicurezza, che rende il nostro paese sicuro e protetto per la prima volta nella storia.
La prima prova per le nostre Forze Armate nelle missioni di mantenimento della pace, ancora in corso, è stato in Bosnia-Erzegovina come parte della missione ALTHEA. L’Albania fornisce anche il supporto alla “NATO Active Endeavour” nel Mediterraneo, che è una preziosa opportunità per preparare alcuni dei nostri elementi di Marina dediti a loro ruolo e la loro missione.
La presenza in ambito “ISAF” è una pietra miliare nella storia delle Forze Armate albanesi. Il nostro contributo ha avuto inizio nell’agosto Duemila Due (2002), che è progressivamente aumentato sia in quantità che in qualità. A partire dal luglio 2007, le nostre forze si sono aggiunte sotto il comando operativo italiano ad Herat.
Un risultato significativo del nostro contributo in ambito ISAF è stato il dispiegamento, nel mese di agosto dell’anno scorso, delle Forze Speciali albanesi, sotto il comando americano. Allo stato attuale, la nostra presenza in ambito ISAF è di circa 320 militari, tra i più alti contributi pro capite. La partecipazione attiva alle missioni internazionali ha contribuito a mettere alla prova le nostre capacità di condurre operazioni in un nuovo contesto di sicurezza, in una composizione di forza internazionale.
Rispondendo al focus della NATO sulla preparazione delle forze di sicurezza afgane, il Ministero della Difesa albanese ha orientato un graduale passaggio all’Operational Mentor e delle squadre di Collegamento, avviato inizialmente nel 2008 sotto il comando tedesco. A partire dal mese prossimo, l’Albania, per la prima volta, contribuisce con una missione OMLT, aumentata in parte dalle truppe americane. Inoltre, nell’ambito della Carta Adriatica 5, a partire dal settembre 2011, l’Albania parteciperà con una squadra di Polizia Militare in una squadra OMLT A5 guidata dalla Croazia.
Questa conferenza si svolge in un momento di cambiamenti fondamentali, con rilevanti implicazioni di sicurezza, che si svolge nella regione mediterranea. E’ abbastanza chiaro che la gente di questa regione chiede libertà, dignità, democrazia e un sviluppo economico sostenibile.
Questo è un cambiamento di paradigma che pone un obbligo verso la comunità euro-atlantica per rispondere in modo efficiente, a tempo debito e con una strategia ben definita a favore dei popoli della regione e della sicurezza internazionale.
Cari partecipanti,
Vengo da un paese che nei primi anni Novanta ha attraversato profondi cambiamenti e come persona direttamente coinvolta in un movimento sociale contro la dittatura e l’ingiustizia, personalmente posso dire che la pace e la stabilità sono indispensabili alla democrazia. E’ la democratizzazione e il rispetto dei diritti umani in questi paesi che assicura la pace e la stabilità nella regione mediterranea. Anche se i regimi autoritari possono sembrare stabili e sostenibili, in sostanza sono molto deboli e vulnerabili, perché non rappresentano la volontà dei loro popoli. La Primavera Araba è un chiaro esempio di questa tesi.
La situazione in Libia e l’operazione “Unified Protector” ha mostrato ancora una volta la capacità della NATO di agire al di là del suo territorio a sostegno della popolazione civile dalle atrocità di un regime dittatoriale, in attuazione del principio della “responsabilità di proteggere”. In questo paese, nei pressi del territorio europeo ha implicazioni dirette per la sicurezza e la stabilità in Europa. L’Albania continuerà ad impegnarsi per sostenere questa operazione, condividendo il peso delle operazioni e di mettere a disposizione le strutture aereo-portuali per gli impegni futuri in Libia.
Signore e Signori,
L’Albania ha dedicato una particolare attenzione al rafforzamento delle sue relazioni multilaterali, che si è concretizzata in diverse iniziative regionali. All’interno delle dinamiche attuali della politica, della sicurezza e militare nella regione dell’Europa sudorientale, l’Albania è stato un giocatore attivo di iniziative importanti, come SEDM, A3 e in seguito Carta Adriatica 5, Cooperazione Sud-Est europeo, RACVIAC, eccetera.
La cooperazione bilaterale con i paesi limitrofi, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Macedonia (FYROM), Montenegro, Kosovo, Serbia e altri, potenzierà il ruolo del mio paese nella regione, in particolare per quanto riguarda l’esperienza che possiamo offrire al processo di integrazione nella NATO. Sarà l’avanzare della cooperazione politico-militare, della fiducia, dell’approfondimento della sicurezza e interdipendenza economica, del rafforzamento delle capacità regionali che porterà al consolidamento dei meccanismi di sicurezza regionale.
Le attività comuni di formazione ed esercitazioni regionali, in particolare dell’iniziativa SEDM, il contributo delle Forze Armate nell’affrontare le emergenze di protezione civile, hanno contribuito al dialogo ed alla cooperazione regionale, come unica strada per il nostro futuro comune. Ha anche contribuito a rafforzare la dimensione sociale delle Forze Armate e un quadro migliore per le relazioni civili-militari. L’eccellente cooperazione e le relazioni professionali tra le Forze Armate nella regione è un buon esempio da seguire e deve essere ampliato in altre aree di interesse comune. Il vertice di Lisbona ha presentato un ordine del giorno molto importante relativo alla difesa collettiva, all’approccio globale ed alla postura di difesa.
L’ultima ministeriale ha portato delle decisioni importanti sulla struttura della NATO, la nozione di difesa intelligente e cooperazione NATO-Russia. In questo contesto, la cooperazione regionale è un imperativo, soprattutto nella regione dei Balcani occidentali. Pertanto, la volontà politica di mettere in comune e la condivisione delle capacità, soprattutto nell’approvvigionamento, la formazione, le emergenze e delle risorse umane, diventa essenziale.
Il fatto che il mio paese sia oggi un soggetto attivo nella regione, è indice non solo del consolidamento della posizione dell’Albania all’interno della NATO, ma anche della nostra accresciuta capacità di contribuire alla tutela della pace e della stabilità. Due anni dopo l’adesione alla NATO, l’Albania ha ottenuto un nuovo status ed un ruolo di maggiore rilevanza nelle relazioni internazionali grazie alla sua crescente interazione con tutte le strutture di sicurezza regionale e globale.
L’Albania è un paese strategico in termini di sicurezza, per la pace e la prosperità dei Balcani, del Mediterraneo e dell’Europa. La nostra politica estera è determinata ad incrementare ulteriormente questo contributo come un fattore significativo per garantire sicurezza e stabilità politica ed economica.
Non dobbiamo dimenticare che i Balcani occidentali da non molto tempo sono passati dalla guerra alla pace, dalla disintegrazione ad uno sviluppo sostenibile che progredisce in modo significativo verso un futuro euro-atlantico. Questa area d’Europa che ha sofferto le guerre di rivalità etnica, di iper-nazionalismo sanguinoso, si è trasformata in una regione dove sono divenuti determinanti i principi guida dell’Alleanza, come il preambolo del Trattato nord-atlantico firmato a Washington il 4 aprile 1949, stando al quale i paesi membri della NATO restano “decisi a salvaguardare la libertà dei propri popoli, il proprio retaggio comune e la propria civiltà, fondati sui principi della democrazia, sulle libertà individuali e sul predominio del diritto, desiderosi di favorire nella regione dell’Atlantico settentrionale il benessere e la stabilità, decisi a riunire i loro sforzi per la loro difesa collettiva e per il mantenimento della pace e della sicurezza”.
L’Albania ha chiaramente espresso il suo sostegno alla politica delle “porta aperta”, soprattutto perché la completa integrazione dei Balcani nella NATO e nell’Unione Europea è l’unica via per garantire sicurezza e prosperità economica in tutta la regione. A questo proposito, sosteniamo con forza il partenariato e l’appartenenza del Kosovo alle iniziative ed alle organizzazioni regionali e internazionali.
Oggi, abbiamo una nuova realtà. Il Kosovo è uno nuovo stato, che sta cominciando a contribuire alla sicurezza e alla stabilità nella regione. Mentre il ruolo della NATO in Kosovo è molto importante, la riduzione della forza KFOR è una decisione che dovrebbe essere presa tenendo conto dell’irreversibilità delle condizioni di pace, stabilità e sicurezza nel paese.
L’interdipendenza dei Balcani occidentali, economicamente connessi a paesi vicini e con interessi in comune come l’Italia, la Grecia e la Turchia, nonché ad altri centri di sviluppo economico mondiale, porterà una nuova dinamica di sviluppo e di prosperità indispensabili per la sua integrazione europea. Il rafforzamento della sicurezza attraverso la garanzia della pace, della stabilità e della democratizzazione delle nostre società può essere realizzato solo attraverso uno sforzo ben coordinato dei paesi della regione.
La posizione geografica della regione e dei suoi interessi strategici come un ponte tra Oriente e Occidente, richiede una nuova dinamica con l’obiettivo finale dell’accelerazione dell’integrazione europea dell’intera regione balcanica.
L’Albania sostiene pienamente e promuove un clima regionale stabile e sicuro. L’Albania ha sempre svolto un ruolo moderato e nell’agenda regionale è fortemente impegnata a promuovere un approccio equilibrato nell’interesse della pace, della stabilità e della risoluzione pacifica delle potenziali controversie.
Intervento del Ministro della Difesa della Repubblica di Albania, On. Arben Imami, in occasione del convegno su “Sicurezza e Cooperazione nel Mediterraneo” organizzato a Potenza dal Club Atlantico Lucano.