La Turchia e il futuro della NATO

Part-PAR-Par8171047-1-1-0I ministri degli esteri della NATO hanno concluso il vertice di Antalya il 14 maggio, il primo a svolgersi in una città diversa da Bruxelles da quello del 2011 a Berlino. La Turchia ha colto l’occasione per fare importanti e controverse dichiarazioni. Nel suo discorso d’apertura, il primo ministro Ahmet Davutoğlu ha annunciato di aver proposto la guida da parte turca della Very High Readiness Joint Task Force della NATO (VJTF) nel 2021. La VJTF è anche conosciuta come la NATO Spearhead Force ed è stata creata dopo il Summit nel Galles per dotare l’Alleanza di una capacità di risposta più rapida alle crescenti capacità militari che la Russia ha impiegato per invadere l’Ucraina.

La Germania è oggi provvisoriamente al comando della VJTF, con Spagna, Gran Bretagna, Francia, Italia e Polonia che ne assumeranno la guida in futuro. Si tratta di una forza di circa 5.000 uomini supportata dalla più numerosa ma anche più lenta NATO Response Force, i cui effettivi sono stati raddoppiati a 30.000 uomini. Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha risposto positivamente all’offerta di Davutoğlu: “Accolgo con favore la decisione presa dalla Turchia oggi di essere una nazione guida per la Spearhead Force. Davutoğlu ha anche reso nota la disponibilità della Turchia a ospitare il summit della NATO successivo a quello che avrà luogo quest’anno a Varsavia. Nessuna data è stata proposta, ma si tratta di un forte segnale di leadership da parte turca e di un prezioso contributo all’Alleanza.

Il ministro degli esteri Mevlüt Çavuşoğlu ha attirato l’attenzione durante il vertice per aver audacemente invocato l’accettazione di nuovi membri nell’Alleanza al summit di Varsavia.  Çavuşoğlu ha dichiarato: “Siamo in favore dell’espansione della NATO… e vorremmo un vertice nel 2016 volto all’espansione”. Se la NATO da prassi continua a ribadire la validità della politica della porta aperta per i nuovi membri, il ritmo dell’allargamento è stato controverso e lento, in particolare dal summit di Bucarest nel 2008 quando a Georgia e Ucraina fu negato il Membership Action Plan, un passo essenziale per entrare nell’Alleanza.

L’invito di Çavuşoğlu a rendere l’allargamento una priorità a Varsavia è inusuale per la Turchia, che normalmente non considera l’allargamento uno dei principali obiettivi dell’Alleanza.

Rivolgendosi ai leader della NATO, Çavuşoğlu ha anche dichiarato che la Turchia è preoccupata per la vicinanza della minaccia rappresentata dallo Stato Islamico (ISIS o ISIL). Il ministro degli esteri ha ricordato ai suoi colleghi che “la Turchia è l’unico membro dell’Alleanza che confina con Daesh [ISIS]… Ciò costituisce per noi una minaccia significativa”. Çavuşoğlu ha anche sottinteso che altri paesi non stanno facendo abbastanza per contrastare ISIS, facendo rilevare che foreign fighters da “novanta paesi diversi” provano a transitare attraverso la Turchia per unirsi al gruppo radicale militante in Siria.   

Çavuşoğlu si è spinto così avanti da criticare gli sforzi profusi oggi per sconfiggere ISIS perché insufficienti. Ha affermato che il supporto e l’addestramento dell’opposizione siriana ad opera degli Stati Uniti e di altri paesi “si dimostrerà efficace ma non sarà di per sé abbastanza e dovremo prendere ulteriori provvedimenti”. Il ministro degli esteri turco ha quindi invocato una nuova strategia per porre fine alla minaccia regionale: “Abbiamo bisogno che comprenda la trasformazione del regime in Siria e il rafforzamento dell’amministrazione in Iraq… Tutti i mie colleghi che hanno preso la parola concordano sul fatto che abbiamo bisogno di una strategia che affronti tutti questi temi. Tuttavia, resta evidente che una buona strategia per combattere ISIL ancora non l’abbiamo”.

Anche il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha parlato della minaccia di ISIS. “Una delle questioni più importanti” discusse durante il vertice è stata “come la NATO può fare di più nella lotta al terrorismo e a ISIL”. Il comandante militare della NATO e di tutte le forse statunitensi in Europa, Gen.  Philip Breedlove ha fatto visita a un team americano che addestra combattenti dell’opposizione siriana in Turchia ed è stato molto soddisfatto dai loro progressi. Breedlove ha reso noto di essere rimasto “impressionato dal team e dalle infrastrutture messe a disposizione dalle forze armate turche… dalla preparazione del team, dalla loro comprensione della missione e dall’equipaggiamento”.

Alcune difficili questioni impediscono gli sforzi di sviluppare le relazioni della Turchia con la NATO. Una delle principali è la tensione interna tra il governo dell’AKP ed elementi chiave della società turca, come la stampa, il potere giudiziario, l’applicazione della legge e la leadership militare. La decisione iniziale della Turchia di acquistare un sistema di difesa missilistico dalla Cina ha inoltre ostacolato un avvicinamento nei rapporti. I leader della NATO hanno pubblicamente avvertito che un tale sistema non sarà mai integrato con quello dell’Alleanza, ancor più perché la Turchia è protetta dalle batterie di difesa missilistica Patriots che sono state schierate da tre alleati della NATO. Sfortunatamente, la Turchia rimanda ogni decisione dal 2013 e questo continua a essere un elemento di frizione tra gli alleati. Pertanto, mentre la Turchia ha compiuto passi in avanti pe rafforzare le relazioni con gli alleati della NATO nel corso del Summit di Antalya, alcune questioni chiave continuano a rimanere irrisolte.

 

15/05/2015

© Atlantic Council of the United States